Satellite Symposium

SABATO, 19 GIUGNO

ROOM 1

SYMPUSIUM SATELLITE

LA RIABILITAZIONE DEI BAMBINI E DEGLI

ADULTI SORDI CON SISTEMI UDITIVI

IMPIANTABILI

REHABILITATION OF DEAF CHILDREN AND ADULTS WITH AUDITORY IMPLANTS

PER LOGOPEDISTI ED AUDIOLOGI

iscrizioni: www.consensusimplantseaono.eu



Faculty: A.De Filippis, P.Cippone, P.Steffani, A.Barbot, M.T. Berghenti,
P.Benincasa, M. Deiana

Programma


11.00-12.15 Il metodo oralista-cognitivo De Filippis nella                      riabilitazione del bambino sordo con e senza turbe associate
(A. De Filippis - Milan, It)

12.15-13.00 Abilità comunicativo-linguistiche e sordità. Funzioni e     strategie (P. Cippone - Milan, It)

13.00-13.30 Discussione

13.30-14.00 Pausa Pranzo

14.00-15.00 L’esperienza di 10 anni con 4 gemelli sordi rieducati con il metodo oralista cognitivo (A. De Filippis, P. Steffani - Milano, It)

15.00-15.30 Intervista ai 4 gemelli

15.30-16.00 L’adolescente sordo: autonomia sociale affettiva didattica confronto con i pari (P. Cippone, V. Gaglione, A. Tedesco - Milan, It)

16.00-17.00 Percorsi riabilitativi e valutativi in pazienti con quadri clinici complessi portatori di impianto cocleare (A. Barbot, M.T. Berghenti, P. Benincasa - Parma, It)

17.00-17.30 Discussione

17.30-18.00 Impianti al tronco: indicazioni cliniche, osservazione dei casi e riabilitazione logopedica (M. Deiana - Piacenza, It)

  • Adriana De Filippis Docente di logopedia presso l'Università degli Studi di Milano. Coordina l'équipe logopedica del CTLA
  • Patrizia Cippone CTLA, Milano
  • Paola Stefani -Alessia Tedesco - Viviana Gaglione CTLA, Milano
  • Anna Barbot Azienda Ospedaliera Universitaria di ParmaMaria Teresa Berghenti Università degli Studi di Parma
  • Paola Benincasa AUSL Modena - Ospedale di Carpi- Policlinico Modena
  • Monica Deiana Gruppo Otologico presso la Clinica "Città di Piacenza”

Con la cortese collaborazione di:

  • Dott.ssa Nadia Giarbini
  • Dott. Maurizio Guida

ABSTRACT

 

L’esperienza di 10 anni con 4 gemelli sordi rieducati con il metodo oralista cognitivo
A. De Filippis, P. Steffani - Milano, It

Si racconta un’esperienza logopedica particolarissima relativa al caso di quattro gemelli sordi profondi congeniti. Viene illustrato il percorso terapeutico secondo il metodo oralista cognitivo, che ha tenuto presente l’interazione tra abilità uditive, linguistiche e cognitive, processi che fisiologicamente interagiscono fino a fondersi e a condurre alla completa maturazione globale. Vengono presentate le performance sia uditive sia linguistiche dei quattro bambini nel corso dei diversi follow-up a partire dai 2 anni fino agli 11 anni d’età. Tra i singoli soggetti sono emerse molte differenze durante l’iter terapeutico di riabilitazione della sordità, che hanno stimolato ancor di più ad approfondire l’analisi dei quattro casi. La diversità più evidente è che i bambini abbiano avuto differenti periodi di protesizzazione e differenti età all’impianto cocleare. Sono state fatte considerazioni molto importanti circa la candidatura all’impianto cocleare, anche di soggetti con buona resa protesica. Posto che, in un bambino sordo con scarso guadagno aided, l’impianto cocleare favorisce non solo il recupero della funzione uditiva e linguistica, ma anche l’incidental learning, grazie a un confronto tra due dei quattro fratelli, si è potuto vedere come questo dispositivo sia un’ottima opportunità anche per soggetti che hanno buone rese protesiche in ambiente silenzioso, ma che faticano a comprendere in contesti rumorosi o al telefono. L’esperienza descritta insegna che bambini con diagnosi e quadri clinici apparentemente simili fra loro presentano invece numerose variabili differenti che emergono solo col tempo. Il logopedista, inserito in un team multidisciplinare, coniuga fin dall’inizio osservazione e terapia come binomio indissolubile che guida e orienta a scoprire le potenzialità del bambino per valorizzarne le reali possibilità di recupero, facilitando la sua maturazione cognitiva. La terapia applicata correttamente conduce il bambino ad essere consapevole dei suoi limiti, ma anche a voler utilizzare tutte le sue potenzialità.

Abilità comunicativo-linguistiche e sordità. Funzioni e strategie.
Dott. Log. P. Cippone

La competenza comunicativa nel soggetto portatore di sordità si presenta come un fenotipo modulato e variabile nella tipicità ricorrente di certi elementi specifici.  Il linguaggio (aspetti lessicali, morfologici e sintattici) è la summa dove concorrono molti elementi che condizionano il profilo linguistico quali l’ambiente adeguato o meno all’apprendimento,  funzionalità ed efficacia dei processi neuropsicologici  o se il disturbo è periferico oppure si associa un deficit di processazione centrale aggiuntivo. L’impianto cocleare precoce eguagliato potenzialmente la capacità di udire mettendo quasi tutti nella condizione di sentire, nel contempo ha reso più evidenti le varianze tra soggetti ipoacusici e soggetti ipoacusici in comorbilità. I benefici della riabilitazione non sono sufficienti anche se confortati da protocolli e dati rapportati a scale a deviazione standard. Il confronto con i pari normoudenti, soprattutto dall’avvento dell’I.C.  è diventato ambito di riferimento nella ricerca, inoltre l’ICF ha spostato il focus, com’è noto, alla misurazione e l’evidenza nell’ambito della qualità di vita.

L’adolescente sordo: autonomia sociale, affettiva e didattica: confronto con i pari.
Dott. Log. P. Cippone , Dott. Log.  V. Gaglione, Dott. Log. A. Tedesco

Il questionario QuAS-SDA (Questionario Adolescenti per la Sfera Sociale-Didattica-Affettiava) ha l’obbiettivo di fotografare l’adolescente nelle aree  sociali, affettive  e di autogestione didattica, per delineare gli stili di vita, i momenti di aggregazione e i rapporti sociali sia in ambito ricreativo nonché  scolastico.
Il TAECIS è un questionario specificamente strutturato per i soggetti affetti da sordità preverbale  e  va ad approfondire il beneficio acustico e le difficoltà acustiche ancora presenti negli ipoacusici dopo l’Impianto Cocleare.
Materiali e metodi. Dopo aver somministrato il QuAS-SDA ad un campione di 260 soggetti normoacusici compresi tra i 13 ed i 18 anni, si sono confrontate le risposte date dal gruppo campione con quelle ottenute da 5 soggetti sordi, con coomorbilità, protesizzati ed riabilitati precocemente con metodo oralista cognitivo secondo De Filippis, di cui 4 impiantati e 1 ancora portatore di protesi. Si sono poi accostate le risposte date al TAECIS dai soggetti sordi per identificare come e quando la sordità interferisca nei momenti di aggregazione e di vita sociale, affettiva e didattica.Risultati. I soggetti sordi, con  coomorbilità, si sono dimostrati “omologabili” nelle aree sociali ricreative ed affettive, non risultano “omologabili” nell’area delle autonomie scolastiche.

 

Percorsi valutativi e riabilitativi nel paziente portatore di impianto cocleare con patologie complesse
A. Barbot, P. Benincasa, M.T. Berghenti

Le indicazioni all’impianto cocleare si sono via via ampliate, alla luce dei risultati ottenuti, a gruppi particolari di pazienti: multi-handicap, percorsi clinico riabilitativo anomali ,  fasce d’età critiche , situazioni di svantaggio socio-culturale. L’obiettivo finale in questi pazienti non si limita alla valutazione e al  recupero delle abilità percettive, ma deve rientrare in prospettive clinico-assistenziali più ampie.
L’impianto cocleare oltre a garantire il ripristino della funzione uditiva in queste situazioni è un facilitatore al processo di inclusione sociale .
In quest’ottica  la riabilitazione logopedica è finalizzata allo sviluppo di abilità comunicativo-linguistiche  possibili per quel particolare paziente, con l’obiettivo di promuovere il migliore sviluppo individuale e un’integrazione sociale compatibili con la propria disabilità.

Impianto al tronco: indicazioni cliniche, osservazione dei casi e riabilitazione logopedica              
M.Deiana , M.Guida
L’intento del nostro intervento è volto a fornire un quadro generale ed esaustivo relativo a questo tipo di impianto, ancora poco conosciuto ed indicato in situazioni clinico-patologiche e chirurgiche piuttosto complesse.
Si è voluto così fornire, attraverso lo studio della nostra casistica , spunti utili per una riabilitazione mirata al recupero delle abilità percettive, ma che sia allo stesso tempo globale e di sostegno alla persona.